UN GIROTONDO
DI PAROLE PER CRESCERE INSIEME
PROGETTO LETTURA TENUTO DA ALESSANDRA
TOMA AI BAMBINI DELLA CLASSE 2B E 1B
DELLA SCUOLA IV CIRCOLO DI LECCE
dal 15/02/08 al 12/02/08
LA MIA “COPPA D’ORO”
Mi piace andare in piscina
con la mia mamma. Una volta l’istruttrice ci ha fatto
fare una gara. Che emozione: c’erano tanti bambini come
me che nuotavano ed io sono arrivata prima.
La mamma gridava: “brava Arianna, hai vinto!”
La mia istruttrice, tutta contenta, mi ha dato una “COPPA
D’ORO”. Felice l’ho portata al mio papà
che mi ha abbracciata forte forte.
…spero che la mia fantasia diventi realtà, perché
questo che vi ho raccontato è il mio sogno.
ARIANNA C. 1B
L’OPERAZIONE ALL’ORECCHIO
Un giorno la mia mamma,
mentre mi faceva la doccia, si accorse che mi faceva male
l’orecchio. Mi portò al dottore e lui ci disse
che dovevamo andare all’Ospedale perché mi era
uscita una pallina sull’orecchio. Quando vi arrivai,
trovai le infermiere molto gentili e simpatiche, ma quando
mi facevano le punture al braccio io piangevo sempre e loro
diventavano antipatiche.
Quando finì l’operazione, l’orecchio mi
faceva tanto male. Ma appena tornata a casa ero molto contenta
perché non mi faceva più male e poi tutti i
miei zii mi portavano tanti regalini.
Per fortuna dopo tanto spavento, tutto era tornato apposto.
Ero felicissima anche di tornare a scuola e rivedere i miei
compagni e le maestre
LUDOVICA D.R. 2^B
I MOSTRI
La mamma ha detto che
andremo al mare di San Cataldo.
“Evviva!” esclamai. Ma, altro che evviva! Si è
rivelato un incubo!!! Appena hanno posto l’ombrellone,
io ho rubato la crema solare, l’ho spalmata e sono corsa
nell’acqua, ma… proprio dove mi ero tuffata io,
c’era uno scheletro che ghignava contendo.
“AH!” gridai. Subito la mamma mi chiese cosa avevo
“N - N - niente” dissi trafelata. Aspettai un
bel po’ prima di tornare in acqua, poi mi feci coraggio
e andai ma trovai tante alghe e sbucò una sirena senza
capelli, che brutta! Io misi gli occhialini e nuotai, a un
tratto vidi la suo coda, la evitai e sbucai all’acqua
un po’ più alta e la “sir-bruta”
non c’era più.
Dopo due bagnetti fatti all’altro Lido, andammo nella
cabina. Ero molto stanca e, finito di mangiare, ho fatto un
sonnellino. Ma anche nel sonno non ho avuto pace: ho sognato
tanti mostriciattoli che giocavano, danzavano, mangiavano
rumorosamente.
“BASTA!” ho urlato e tutti mi hanno sentito, a
bassa voce mi sono detta “i mostri non esistono! Speriamo
che non farò più sogni brutti in vita mia”.
Tornata vidi un grande fantasma dalla porta a vetri “OH!”
ho urlato sorpresa, ma quando ho aperto la porta c’era
mio fratello che giocava ai pirati ed era rimasto a casa con
la zia perché non stava bene.
“PER OGGI BASTA MOSTRI!”
ELEONORA S. 2^ B
LA CROCIERA
In crociera, quando sono
arrivata, ho detto “WOW!”: c’erano palestre,
piscine e mini club. La mamma ha detto: “non ti meravigliare
troppo!!!”. Dopo abbiamo sistemato le valige ed abbiamo
iniziato a visitare l’enorme nave il giorno dopo siamo
andati in piscina con la mia cuginetta piccola di 4 anni,
dopo aver fatto l’escursione a Olimpia e Santorini.
Il giorno dopo ancora io stavo in piscina e per la fretta
sono scivolata e mi sono rotta il braccio. Mi hanno portata
a Rodi e lì il dottore mi ha fatto scegliere il colore
del gesso, potevo scegliere tra: rosso, rosa, verde e fucsia.
Io ho scelto il rosso che è il mio colore preferito,
poi il dottore mi ha messo una fascia legata al collo per
reggere il braccio, ma quella era tutta bianca.
Siamo usciti dall’ospedale e abbiamo preso il taxi e
siamo tornati alla nave. Il giorno dopo io non volevo scendere
e allora l’escursione l’hanno fatta solo mio fratello
e mio padre, nel frattempo io e la mamma siamo andate ai giochi
e ho giocato un po’, gesso permettendo. Dopo abbiamo
ammirato il panorama da una finestra rotonda, che si chiama
oblò. Quando è tornato, mio fratello mi ha raccontato
che a Miconos ha visto un pellicano.
L’ultimo giorno abbiamo visitato Venezia che è
bellissima, ma io ero molto triste perché la vacanza
stava per finire.
GIULIA G. 2^B
IL VENTO DISPETTOSO
C’era una volta,
in una giornata di sole, un forte vento dispettoso che odiava
il grande albero del Prato Felice. Invece un coniglietto lo
adorava perché c’era tanta erba tutt’intorno
e a lui piaceva molto. C’era inoltre un bruchetto che
era ghiotto delle foglie del grande albero: gli piacevano
tantissimo quelle mature, ma mangiava anche quelle non mature.
Poi, un brutto giorno, il vento diventò ancora più
forte, tanto che strappò via tutte le foglie. Con tutto
quel ventaccio il bruchetto e il coniglietto sentivano tanto
freddo ma quel vento era forte, sempre più forte e
con un soffio fortissimo aveva schiacciato l’albero
come un panino. Il bruchetto e il coniglietto piansero tanto:
erano rimasti senza casa e senza niente da mangiare. Si misero
quindi in viaggio e fecero tanta strada e trovarono un altro
albero più grande e più grosso del primo e decisero
di vivere lì.
GAIA V. 2^B
L’ASINO TOBIA
C’era una volta
una casetta nella prateria dove viveva un bel cow boy che
si chiamava Gim. Lui aveva un asino di nome Tobia che placido
dormiva nella stalla. Non aveva molta voglia di lavorare,
amava solo mangiare la pasta asciutta e dormire.
Allora Gim, che era stanco di avere quel fannullone nella
stalla, rubò un cavallo nero come la notte e se ne
andò in cerca di avventure.
ELIMANE L. 2^B
QUANDO MI SONO FATTA MALE
Un giorno stavo giocando
con la mia baby-sitter e mi sono fatta male al dito mignolo
della mano destra; usciva tanto sangue e sono dovuta andare
in Ospedale, dove lavora la mia mamma, ma i dottori mi hanno
fatto molto male perché mi hanno messo i punti.
Poi sono tornata a casa e mi sono addormentata. Il giorno
dopo mi sono tolta le fasce dal dito e la mamma me l’ha
medicato.
Dopo una settimana ho tolto i punti però mi è
rimasta una cicatrice, ma io non sono triste perché,
grazie a quella cicatrice, riesco a distinguere la destra
dalla sinistra.
E così finisce la mia storia
CHIARA DD 2^B
UN BRUTTO RICORDO
Tutto il mio brutto ricordo
è successo in Ospedale. La mia mamma mi racconta molto
spesso che questa bruttissima avventura iniziò quando
avevo poco più di tre anni. Il mio corpo aveva fatto
nascere e crescere troppo sia le tonsille che le adenoidi:
non avevo voglia di fare proprio niente, tutto mi stancava,
mangiavo pochissimo, ma la cosa più brutta era che
la notte non riuscivo proprio a respirare. Mi avevano spiegato
che dovevo fare un’operazione: il dottore mi doveva
addormentare e tagliare quelle schifosissime tonsille e adenoidi.
Io avevo moltissima paura di quell’operazione e facevo
degli incubi. Ma l’incubo più brutto di tutti
è quello che diventava tutto nero, c’erano bombe
ed extraterrestri. Il mondo era diventato pure lui nero e
persino l’universo. Ma c’era una squadra di supereroi
che si chiamava la “Jasty slight” . Nel cielo
ci fu una pioggia di meteoriti che distruggeva ogni cosa.
Gli alieni si erano trasformati in dottori, erano dottori
che invece di curare uccidevano! E dalla prima volta che era
successo nessuno andava più all’Ospedale.
Intanto nel cielo volavano astronavi più grandi dei
grattacieli. La Jasty Slight era già entrata in azione.
Io non stavo solo fermo a guardare, mi muovevo velocissimo,
schivavo tutte le bombe che erano forti come un meteorite.
A un tratto un’astronave che era stata colpita dalle
bombe giganti, cadde a terra vicinissima a me, ma non mi fece
mica male! Io ero fortissimo, sollevavo le bombe e le lanciavo
sulle altre astronavi e quando la squadra di eroi vide quello
che facevo, lo facevano anche loro.
Quando gli alieni furono sconfitti e cacciati dalla Terra,
questa ritornò come prima. Gli abitanti erano entusiasti
e ringraziavano gli eroi per il grande dono che gli avevano
fatto.
Alla fine dell’incubo mi ero svegliato nel mio letto
di Ospedale e presto sono tornato a casa. Quella notte mi
sono addormentato senza problemi. E per me la Jasty Slight
aveva combattuto contro la mia gola per aiutare i dottori
a guarirmi. E da quel giorno riuscivo a fare tutto e riuscivo
a respirare e dormivo benissimo.
MATTEO M 2^B
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