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FRESEDDHE CU LLI PRUMMITURI
Frise (pane secco) condite con il pomodoro.

 

Ingredienti: frise, pomodori freschi o “de mpisa” (invernali appesi ad un filo), rucola, origano, olio extravergine d’oliva, sale q.b.

Preparazione: in una coppa mettere i pomodori spellati e tagliati a pezzetti, la rucola tritata grossolanamente, l’origano, l’olio, il sale. Mescolare il tutto e lasciare insaporire per 20-30 minuti. Bagnare le frise ( che non siano né troppo dure né troppo spappolate), conditele con il preparato.
Si possono aggiungere capperi sottaceto e olivette nere

La leggenda narra che le frise sono state portate da Enea quando nel suo viaggio in Italia, fuggendo da Troia, sbarcò a Porto Badisco nei pressi di Otranto.
Le frise sono ottenute impastando farina di grano, acqua, lievito naturale. Dalla lavorazione si ricavano delle forme rotonde che vengono cotte in forno a fuoco vivo e poi tagliate a metà, trasversalmente, utilizzando un filo di ferro sottile. Le frisa, così ottenute, vengono introdotte nel forno una seconda volta a temperatura più bassa. Tale procedimento conferisce al prodotto una caratteristica consistenza dura, esaltandone ulteriormente il sapore.
La freseddha rappresentava spesso il pranzo dei pastori che l’accompagnavano con un buon bicchiere di vino.
I contadini facevano il pane una volta al mese (pane moddhe) che durava una settimana, poi al posto del pane utilizzava le frise che conservavano in appositi contenitori di creta detti capase.
I pescatori si portavano le frise in mare, le bagnavano con acqua di mare e le condivano come permetteva la loro povertà